Ticino, 16 luglio 2026 — Il paziente non deve essere penalizzato per una variazione naturale del prodotto. Con questo principio CanMedTicino – Associazione Cannabis Medica Ticino ha presentato alla farmacista cantonale una proposta concreta per risolvere le difficoltà burocratiche che mettono a rischio i percorsi terapeutici di chi si cura con la cannabis medica.
La proposta nasce dal confronto con i pazienti e segue l’incontro con il medico e il farmacista cantonali della scorsa settimana. Sul tema, il giornalista Michele Sedili ha intervistato Gennaro Ausiello, presidente di CanMedTicino.
Un medicamento di origine vegetale, con variazioni naturali
La cannabis medicinale è un medicamento di origine vegetale: da un lotto all’altro possono esserci piccole variazioni naturali delle percentuali di THC, pur mantenendo caratteristiche terapeutiche molto simili. Oggi queste differenze possono creare difficoltà burocratiche e, in alcuni casi, costringere il medico a modificare la prescrizione anche quando il paziente è stabile e la terapia funziona.
La proposta: range terapeutici di THC parzialmente sovrapposti
Per superare questi ostacoli, CanMedTicino ha proposto alla farmacista cantonale di adottare range terapeutici di THC parzialmente sovrapposti: 6–17%, 15–30% e oltre il 28%. In pratica il medico continua a stabilire la terapia e la farmacia continua a verificare e dispensare il medicamento secondo le regole precise; il sistema, però, diventa più realistico nel gestire le piccole variazioni che non modificano il valore clinico della cura.
«Chiediamo un controllo più intelligente, più vicino alla realtà e più attento alla continuità delle cure.»
Gennaro Ausiello, presidente di CanMedTicino