Ticino, 9 luglio 2026 — La cannabis, se prescritta da un medico, è un farmaco. A sottolinearlo è CanMedTicino – Associazione Cannabis Medica Ticino, che nei giorni scorsi ha incontrato il medico e il farmacista cantonali. Obiettivo dell’incontro: fare chiarezza, affrontare le varie criticità e capire come accompagnare al meglio i pazienti che seguono queste terapie, ancora circondate da incertezze, ostacoli e stigma.
Sul ruolo delle farmacie e su un eventuale limite di ricette per medico, il giornalista Michele Sedili ha intervistato Gennaro Ausiello, presidente di CanMedTicino.
Preparazioni e scorte in farmacia
È stato chiarito che le preparazioni magistrali — come olio o diluizioni — devono essere realizzate in farmacia. Allo stesso tempo non risulta vietato che una farmacia si organizzi con scorte pronte in base ai bisogni dei pazienti.
Ricette: nessun limite fisso, ma controllo
Sul tema di un possibile blocco delle ricette è stato confermato che non esiste una legge con un limite fisso per medico. Se emergono anomalie il medico cantonale deve intervenire, ma l’attenzione al paziente resta centrale.
«Per la cannabis medica questo significa controllo sì, ma non interruzioni automatiche della terapia.»
Gennaro Ausiello, presidente di CanMedTicino
Costi e sprechi: la proposta sui fiori validi
Infine si è parlato di costi e sprechi. Essendo materia biologica, la cannabis medica può diventare uno spreco se non utilizzata entro i tempi previsti. CanMedTicino ha chiesto se i fiori ancora validi, tracciabili e conformi possano essere valutati in misure trasparenti di accessibilità economica per i pazienti non rimborsati. La questione resta aperta.
Il medico cantonale e il farmacista cantonale si sono mostrati aperti al dialogo e concordi sulla necessità di proseguire con futuri incontri.
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Fonte: servizio andato in onda su Radio Ticino il 9 luglio 2026 — pagina originale del notiziario delle 18:00.